Passa ai contenuti principali

4 dicembre, ore 01:05

come ogni attesa, l'attesa finisce ed ecco il mio primo post, il primo post del mio blog
per oggi, per questa prima notte, voglio solamente giustificare la scelta del nome

ho immaginato il rumore di passi in arrivo, incessanti ma indecisi tra un evidente rumore e un silenzioso avvicinamento. è il segnale di una presenza di cui non si percepisce bene la fonte, la traiettoria e la forza. ma è una presenza percepibile, concreta e non evitabile. mi sono immaginato così il pensare pedagogico, la tensione pedagogica nei confronti della vita, delle cose della vita e delle persone

da domani pomeriggio il blog inizierà a connettere e a rendere un po' più rumoroso il suo calpestìo


Commenti

Unknown ha detto…
mi sono avvicinata alla Pedagogia con il timore ed il pregiudizio che fosse qualcosa di irraggiungibile, rinchiusa in mille e più manuali...ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada persone che i hanno accompagnatqa nel comprendere quanto il pensare pedagogico fosse intorno, vicino, dentro di me...mi sono state indicate le vie adesso spetta a me decidere quali e come percorrerle.
Luca Mazzara ha detto…
c'è una scena del film Canone Inverso che mi è venuta in mente leggendo la descrizione del titolo scelto... Stesso calpestio "di cui non si percepisce bene la fonte, la traiettoria e la forza" ma la cui presenza è "percepibile, concreta e non evitabile" :)

Post popolari in questo blog

non accontentarsi

a questo laboratorio non riesco a rinunciare! ogni anno organizzo per gli studenti della laurea triennale in scienze pedagogiche e dell'educazione il laboratorio "cinema ed educazione"(prevalentemente sono studenti del 2° e 3° anno) il programma varia ogni anno (film tematici, spezzoni utilizzati per presentare diversi modelli formativi, cartoni animati, cortometraggi...) e ogni anno varia anche il prodotto finale che richiedo loro in questa ultima edizione, che si è conclusa la scorsa settimana, ho chiesto loro la produzione di un cortometraggio i gruppi di lavoro sono stati creati casualmente avevano alcune parole chiave a disposizione potevano farsi aiutare da "esperti" avevano poco più di un mese a disposizione ...non era certo un'impresa facile, anzi... questi i risultati del loro lavoro Carlotta:  http://youtu.be/Etnnu1eiqLY (Beatrice Pardini, Corinne Scarso, Giuditta Trocino, Micol Costa, Barbara Bergonzini, Sharon Amore)  A tutto volo...

e quando alla fine capisci che non succederà mai un poco ti dispiace...

la sensazione spesso è quella (ma non lo dico con compiacimento, giuro, spiace anche a me!) li vedi lavorare a lezione, nei gruppi, durante il laboratorio, ti sembra quasi di sentire il loro lavoro anche a distanza lavorano dopo e nonostante tu li abbia stroncati e incoraggiati, delusi e rincuorati, non per il voto, perché oramai sono andati oltre: ci credono credono che fare una cosa bella sia anche nelle loro possibilità e nel loro concetto di bellezza speri ci sia tutto quello che Renza (la loro prof!) e tu (io!) siete riusciti fargli "suonare dentro"... l'estetica, la didattica, l'educazione, l'amicizia, il voler bene alle cose che si fanno, la cura del dettaglio, l'importanza dell'idea, di un'idea... e in due giorni, in 40 minuti, tutto sembra svanire, tutto il lavoro di un mese sembra venire meno ti prepari carichi la pen-drive, esponi il merchandising, affiggi le locandine fai una bella esposizione corale ti applaudono ti apprezzano ...

"nel buio"...conoscersi!

potrebbe essere confusa con un bieco tentativo di risultare accattivante o alternativo ma la scelta di dedicare un momento informale e sereno agli studenti del corso di progettazione è un bisogno che devo soddisfare lo scorso anno eravamo andati a vedere la bellissima mostra di Steve McCurry http://www.palazzoducale.genova.it/naviga.asp?pagina=78786 quest'anno, il giorno dopo l'ultima lezione, mi sono "dato appuntamento fuori"... un bellissimo appuntamento "al buio" http://www.dialogonelbuio.genova.it ho scelto la visita a "dialogo nel buio" per molti motivi. vorrei condividerne due: per sostenere le attività dell'istituto chiossone e della cooperativa solidarietà e lavoro perché avevo bisogno di lasciare ai miei studenti del secondo anno un'emozione forte, quasi estrema per certi versi. la sensazione dello smarrimento, della fiducia, del perdersi e del ritrovarsi, della scoperta. ero alla ricerca di una esperienza educativa come...